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Isole Tremiti

A circa 12 miglia a Nord di Rodi Garganico si trova l'Arcipelago delle Isole Tremiti che comprende San Nicola, San Domino, Caprara o Capperaia, gli scogli del Cretaccio e Pianosa. Su queste isole, note anche come diomedee, la leggenda vuole che dopo una lunga ed indimenticabile traversata vi sia approdato Diomede reduce dalla guerra di Troia.

La maggiore di esse è San Domino, così denominata da una colonia di Croati che si insediò nell'isola nel VI secolo d. C., è conosciuta anche come "Orto del Paradiso". Coperta da una fitta pineta, con una costa frastagliata, ricca di strapiombi, cale, grotte dove l'acqua cristallina del Gargano assume stupendi colori, è un raro esempio di bellezze ambientali. Il rinvenimento di frammenti di ceramica grossolana e di armi litiche testimonia la presenza dell'uomo fin dal neolitico.

La Capraia è disabitata, coperta da rada vegetazione di lentisco e di capperi. Le coste si presentano ricche di ponti naturali e di archi di roccia, detti "archetielli". La Pianosa si trova a circa 20 Km a Nord-Est, anch'essa disabitata e rifugio occasionale per i pescatori. San Nicola, appena 41 ettari, è il centro storico, amministrativo e religioso dell'arcipelago.

Sulla roccia millenaria, nella parte più alta, s'erge maestoso il "Santuario Monastero e Fortezza" di Santa Maria a Mare, singolare "Montecassino in mezzo al mare" (E. Bertaux). In questa abbazia benedettina del IX secolo vissero tre ordini religiosi monastici: i Cassinesi, i Cistercensi ed i Lateranensi.Il Santuario conserva preziose opere: il Cristo Grande, una croce lignea alta 3,44 metri e larga 2,58 metri, su cui è dipinta l'immagine del Cristo Crocifisso, opera del XI-XII secolo, appartenente alla scuola pisano lucchese, una statua lignea di 1 metro rappresentante la Vergine Maria con il Bambino Gesù, il "Polittico ligneo" ed il "Pavimento di mosaico".

Le Isole Tremiti furono anche luogo di pena fin dai tempi dei Romani; uomini illustri invisi al Senato e agli imperatori vi trascorsero anni di tormento e di solitudine. Sul piano Asinario, tra le sepolture greco-romane si scorge la tomba a tholos di Diomede e quella di Giulia, nipote di Augusto, qui relegata.

Dal 1989 la costa fino ad una profondità di 70 metri fa parte del Parco Marino, costituito per proteggere il patrimonio ittico, le bellezze ambientali dei fondali e della terraferma, tra le quali specie endemiche come la Centaurea Diomedea. Lungo la costa è possibile praticare la pesca subacquea e visitare la splendida Grotta del Sale, la suggestiva Grotta delle Viole, così denominata per i tratti violacei che presenta nelle prime ore mattutine e la Grotta del Bue Marino, dove un tempo dimorava la Foca Monaca.

Di fronte a questi scogli, dove storia e leggenda si intrecciano, si resta estasiati mentre la realtà si confonde con i sogni.

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